Il profilo del Rosa 
Il pianista e compositore Gabriele Toia su “Il profilo del Rosa”
QUI per ascoltare la lettura dell'autore
Vorrei parlare a questa mia foto
Il terzino anziano
Come un polittico
Avrei detto Quo Vadis?
La cerva
Era solo una voce di mamma
Tecniche di indagine criminale
Maria Borio su Tecniche d’indagine criminale

 

Questo è il testo incipitario:

Come un polittico che si apre
E dentro c'è la storia
Ma si apre ogni tanto
Solo nelle occasioni,
Fuori invece è monocromo
Grigio per tutti i giorni,
La sensazione di non essere più in grado,
Di non sapere più ricordare
Contemporaneamente
Tutta la sua esistenza,
Come la storia che c'è dentro il polittico
E non si vede,
Gli dava l'affanno del non-essere stato
Quando invece sapeva era stato,
Del non avere letto o mai avuto.
La sensazione insomma di star per cominciare
A non ricordare più tutto come prima,
Mentre il vento capriccioso
Corteggiava come amante
I pioppi giovani
Fino a farli fremere.

 

Nel 1994 Il Profilo del Rosa venne anticipato da una raccolta intitolata Nella casa riaperta, che vinse il premio San Vito al Tagliamento per l’inedito (in giuria: Nico Naldini, Amedeo Giacomini, Silvio Ramat, Elvio Guagnini, Andrea Zanzotto). Tale premio comportò la pubblicazione di una plaquette presso Campanotto, che l’anno successivo vinse il premio San Pellegrino. Venne recensita da:

Legato alla genesi de Il Profilo del Rosa è quest’altro volume: Buffoni Franco - Zuccato Edoardo, L'arte rupestre del Lago Maggiore, Interlinea 1999

Lungo tutto l'arco delle Alpi il fenomeno delle incisioni su roccia, che trova nel Monte Bego e in Valle Camonica le sue manifestazioni più ricche, è presente in modo multiforme. Il territorio compreso tra le provincie di Novara, Verbania, Varese, Como e la Svizzera Italiana rappresenta una delle aree più interessanti di quella che gli studiosi chiamano "cultura di Golasecca", collocata intorno al primo millennio avanti Cristo. Il testo è suddiviso in due sezioni: nella prima sono riassunti i termini generali del fenomeno dal punto di vista storico e scientifico. Nella seconda parte si invitano i lettori a veri e propri itinerari di scoperta sul campo delle incisioni stesse.

 L'arte rupestre del Lago Maggiore