


Anticipazioni:
Recensioni:
- Pasquale Vitagliano su “Il Manifesto” 21-12-23
- Benedetta Garbin in VallecchiPoesia 04-12-23
- Illustrazione su pagina Cultura Manifesto 21-12-23
- Intervista di Adele Orioli per “Nessun dogma” 6/23
- Intervista su Giustizia e Il Gesuita 09-04-24
- Libreria Antigone
- Rebecca Garbin su Vallecchi Poesia 03-12-23
- Federico Migliorati, “Buffoni e la poesia quale strumento di giustizia per le minoranze”, in Gazzettino Nuovo, 18-01-2024
- L’intervista di Sonia Ciuffetelli 29-05-26
Ho trovato particolarmente illuminanti le pagine su Dickinson e Bishop nel saggio su giustizia e letteratura di Franco Buffoni, edito da Vallecchi col titolo "Giustizia" nella collana Le Parole della Poesia: si tratta di un intenso percorso tra poesia, diritto, giustizia che nell’ultimo capitolo riprende le parole di "Autorizzare la speranza": è una soddisfazione vederne il senso rifratto e ampliato alla fine del percorso. Italo Testa
«In che peccai, bambina?». Per Franco Buffoni tutto è riconducibile alla domanda semplice di Saffo. È quella che tutti/e gli/le adolescenti si pongono quando si sentono rifiutati per ciò che sono. La domanda di Saffo corrisponde al grido di ciascuno di noi che scopre l’esistenza del Caino sociale. Se il diritto può diventare abominevole e la giustizia può essere terribile, la poesia è sempre scomoda. Eppure, sin da Eschilo, solo la poesia può fermare la danza macabra della negazione e della vendetta, trasformare le orrende Erinni in benevole Eumenidi. Pasquale Vitagliano
Un suo saggio per Vallecchi si intitola Giustizia: “Essere omosessuali non è una scelta, essere omofobi sì”, per citarne la conclusione. Adele Orioli
Attraverso diversi esempi, classici e contemporanei (dal celebre ritratto di Dorian Gray alle poesie che Elizabeth Bishop dedica a Lota De Macedo Soares, passando per lo scambio epistolare tra Leopardi e Ranieri), Buffoni ci dimostra come la letteratura è ed è sempre stata uno spazio di rivendicazione, essendo spesso stata scelta come mezzo d'elezione per esprimersi da persone appartenenti a quelli che oggi verrebbero chiamati "gruppi marginalizzati". Rebecca Garbin
“Di fronte all’ipocrisia imperante, all’ingiustizia, alla violenza, alla sopraffazione, la scrittura in versi può assurgere a emblema di libertà, pur ricorrendo a maschere, artifizi, infingimenti che sta al lettore cogliere”. Federico Migliorati