PREMIO CARDUCCI 2018

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Premio Carducci Città di Pietrasanta - Premio Porto Venere Lord Byron - Premio Lions Club Rho Milano - Premio Città di Moncalieri - Sarzana dantesca - Premio Speciale Di Liegro - Girandola delle Parole - Grottammare

Motivazione Premio Carducci 2018: “Autore tra i più stimati della poesia italiana di oggi, narratore, saggista e traduttore oltre che poeta, con La linea del cielo - edito da Garzanti - Franco Buffoni ha composto un libro originale e articolato, ricco di intonazioni diverse: lirica, civile, sapienziale. Un’opera che conferma la rilevanza del suo autore tra le voci indiscutibili della nostra letteratura”. La giuria: Silvia Bre, Ilaria Cipriani, Stefano Dal Bianco, Umberto Fiori Antonio Riccardi.

Motivazione Premio Girandola delle Parole 2019: “La Linea del cielo è tendenzialmente un non-luogo: esso si colloca idealmente tra. Tra guglie e cupole, tra linea lombarda e linea appenninica, tra Franco Buffoni e il Lettore. Il libro si sviluppa secondo piani distinti e incidenti: omaggio alle radici, all’officina della poesia in re volutamente scabra e prosciugata; sintesi con il sistema etico della “Roma dei pensieri”, come da felice espressione dell’Autore. Ne deriva la sensazione di un libro definitivo, una spina dorsale che unisce senza dividere esperienze e valori che riguardano l’uomo nella sua essenza senza assolverlo. Una sorta di viaggio verso e dentro, in cui Buffoni, meravigliosamente sé stesso, unisce memoria e ricerca traducendo il reale in poesia”. Ivan Fedeli

Motivazione Premio Speciale Di Liegro 2019: “In La linea del cielo Franco Buffoni descrive, a volte con distaccata ironia, talaltra con malinconia, un percorso geografico-temporale-letterario che, partendo dai ricordi delle valli lombarde della sua giovinezza, arriva fino alla Roma dell’età adulta, con le sue storie e la cronaca a volte aspra del quotidiano. Nel fare questo l’autore mantiene la linea dritta che il titolo suggerisce, quella linea del cielo tracciata dai grandi della letteratura del 900, da Montale a Sereni, da Pasolini a Zanzotto”. Manuel Cohen

Anticipazioni:

Recensioni

La linea del cielo è un grande affresco che raduna tutte le figure del mondo poetico di Buffoni, arricchendolo di nuove tonalità. Dominante è anche un senso mobilissimo del tempo, che si esprime in un'ironia pensosa, dando luogo ad alcuni autoritratti vividi e memorabili. “Egli a Roma, lui a Milano" è una formula molto felice, così come il cross-over lombardo appenninico coglie molto bene i tratti essenziali dei testi. Italo Testa

Davvero di grande originalità e suggestione La linea del cielo di Franco Buffoni. Mentre costituisce, infatti, un ulteriore prolungamento del suo itinerario più recente, mi sembra aprire anche una nuova stagione della sua ricerca poetica: scandita da una riflessione acuta e tagliente ma, nello stesso tempo, piena di quell’indispensabile “taumazein” (la meraviglia che muove l’uomo verso l'amore per la conoscenza) che buona parte dell’attuale poesia italiana pare aver dimenticato... Arturo Mazzarella

Le poesie della Linea del cielo sono dei delicati colpi di fucile. Maria Grazia Calandrone

Lucidissimo e tagliente, ma anche sensibilissimo e umanissimo, La linea del cielo è una miniera di memoria e di sapienza, libero abbandono alla profondità e allo sprofondamento, senza vertigine anzi con visione nitida e, alla fine, profetica - come nella “Profezia” di p 93 - metafora della miniera del mondo, e, nel bene e male, di tutto quello che siamo, di quello che leggiamo, come in una mano, del cielo. Claudio Damiani

La linea del cielo è davvero enormemente bello, perché la ricerca stilistica (quindi lessico, metrica, retorica) è incendiaria, e l'equilibrio tra dati biografici e dati culturali è un equilibrio insieme delicatissimo e di ferro. Stelvio Di Spigno

La linea del cielo è un libro bello e articolato in cui emerge, in maniera per me inopinata, una sorta di tua nuova immagine. Un'immagine quasi sconsolata, affidata in particolare al testo in cui affermi di sentirti "un'eco" (“Spostandosi di più sul fianco”) e ad altri in cui computi i giorni passati, facendone un bilancio (“Trentamila giorni”), oppure osservi il “Processo di mineralizzazione” che stai subendo. C'è ironia in questi testi, come in altri più acuminati e mordaci quali “Maratonina dell'ultimo dell'anno”, uno dei più belli e dei miei preferiti, insieme a “Profezia”, tanto che li ho già letti ai miei studenti. Ma c'è anche qualcos'altro: un'amarezza appena dissimulata che occhieggia dalle righe e che, mi pare, non si era mai manifestata in questa tonalità. Belli anche i duetti della sezione Paso doble, in cui le nature di studioso, lettore e poeta dialogano fertilmente. In definitiva La linea del cielo è un libro denso e pieno di echi, che si legge con piacere e con la voglia di tornarci: per leggere ma anche per pensare. Massimo Gezzi

Caro Franco, in questo scorcio di anno ho ripensato a tante cose. Di quando scrivevo su Kavafis stesa di fianco sul letto, per andarne a parlare a un convegno, e un improvviso malore me lo impedì. Ma non è stato inutile quello sprofondamento. Mi son rivenuti in mente i tuoi apologhi storici e ho capito una profonda affinità tra voi due. Così ho ripreso in mano La linea del cielo, "Di quando la giornata è un po' stanca / E cominciano le nuvole a tardare", il pensiero si è trasformato in un augurio. Con l'amicizia e la gratitudine di Bianca Maria Frabotta 31-12-2018

Durante queste vacanze ho riletto il tuo La linea del cielo, un’opera che mi ha convinto pienamente. I punti più alti, le poesie che più mi hanno colpito e che mi sono rimaste dentro sono Per quali voglie, 88 - Un piccolo Arpagone,105 – Regolare,128 - Il più grande complimento,129 - Si parva licet,141. Complimenti! Luca Manini